Nel mondo delle PMI vi sono alcuni luoghi comuni che sono duri a morire perché nessuno ha la voglia o la pazienza di dimostrare il contrario e di fatto vengono dispensati come verità assolute da anni. 

Uno di questi è il parere o il consiglio del proprio commercialista.

Oggi se hai un’impresa serve capire davvero cosa funziona e t’assicuro che non ci guadagno nulla a rivelarti gli “altarini” che si nascondono dietro a molta della consulenza offerta da sempre alla PMI italiana.

Anzi (provato sulla mia pelle) a fare questo ci rimetto di sicuro

Raccontare certe verità scomode – invece di arruffianarti alcune categorie – rischi di essere discreditato GRATUITAMENTE da alcuni operatori che non ti conoscono e MAI hanno lavorato con te.

 

Il servizio che costa troppo e deve essere veloce.

Per spiegarti cosa intendo dire ti racconto cosa mi successe anni fa in uno dei miei primi incontri di lavoro. Ero molto motivato, voglioso di fare bene e avevo telefonicamente fissato un incontro in una società che mi aveva anticipato che all’incontro avrebbe partecipato anche il loro commercialista.

Ecco l’accoglienza ricevuta con il commercialista che prende subito la parola:

Buongiorno,

lei e’ venuto qui per portarci via dei soldi immagino?!

Ma i Consorzi di garanzia e gli Istituti di credito trovano terreno molto arido da noi perché le aziende seguite dal nostro Studio con esperienza dal 1919 (lo stesso anno del panettone Motta) hanno fuori dalla porta la fila di banche disposte a finanziarci a tasso zero.

Per prima cosa, mi faccia un preventivo.

Secondo, e questa è la più importante, serve la vostra delibera, se vuole essere pagato, entro venerdì.

Fine dell’intervento.

La ricetta magica, lo slogan di questo commercialista era pagare poco e avere tutto e subito.

Stop.

Ora la fortuna di questo personaggio era che io avevo solo 27 anni e sinceramente non ero pronto a rispondere immediatamente a questa arringa.

Non mi ero preparato a questa accoglienza.

Oggi sarebbe sicuramente stato diverso.

Hai davvero la fila di banche alla porta?

Hai davvero la fila di banche davanti alla porta della tua impresa che vogliono riempirti di denaro perché seguito da uno studio di commercialisti?

Questo luogo comune è un refrain che personalmente non ho mai avuto il modo di vedere confermato da chi lo sostenesse.

Anzi in passato i commercialisti – con la loro visione fiscale del bilancio – le banche le hanno fatte scappare altro che fila davanti alla porta.

Ciò accade per un motivo molto semplice.

Il commercialista racconta una verità che non esiste convincendo il cliente che grazie alla appartenenza al suo Studio esiste una fila di banche che vorrebbe lavorare con lui.

Tutto questo succedeva anni fa e diciamolo poteva in parte anche funzionare perché nessuno verificava. 

Oggi qualcosa è cambiato e lo dico perché IO – per avere la fila di banche davanti alla porta delle aziende – sputo sangue per mesi interi e ci riesco solo grazie alla collaborazione dei clienti e all’applicazione di metodologie di controllo e miglioramento del rating che solo le banche stesse conoscono.

Un metodo oggi indispensabile ma che effettivamente anni fa non sarebbe servito dato che TUTTI (buoni o cattivi) avevano la fila di banche davanti alla porta. 

I crediti deteriorati che ristagnano nelle banche oggi – i buffi che ci sono nei loro conti- nascono proprio da questo atteggiamento passato.

Ma perchè anni fa sono stato ricevuto in questa maniera? 

Al commercialista in realtà spesso non frega nulla di quello che tu paghi alle banche.

Quello che a lui interessa è solo che tu rimanga suo cliente in eterno e che niente e nessuno possa invadere la sua area di competenza con novità o altre comunicazioni che possano mettere a rischio la sua posizione:

“Siamo nelle mani del nostro commercialista e niente e nessuno saprà meglio consigliarci.”

  • Si chiama “coltivare e difendere con le unghie il proprio orticello senza offrire nulla di nuovo” – lato commercialista.
  • SI chiama “stiamo correndo un GROSSO RISCHIO ma non lo sappiamo”– lato impresa.

Quando sei nelle mani di qualcuno, la prima cosa che dovresti fare OGGI è verificare il suo ambito di conoscenze.

Parliamoci chiaro…. 

Chi ti dice che sa tutto di tutti – saprà TUTTO in maniera superficiale e mai abbastanza aggiornata.

Lo farà in buona fede, per carità, ma sostiene questo soprattutto PER NON PERDERTI COME CLIENTE

Insomma, come potrebbe la persona che paghi e che reputi il tuo punto di riferimento, la tua protezione, ammettere dei limiti e farti perdere quel senso di sicurezza che ti ha sempre venduto?

Ora questo senso di protezione è un problema anche per altri motivi.

Aziende che sono finanziariamente seguite dal loro commercialista (e che hanno la fila di banche davanti alla porta) ce ne sono ma t’assicuro che molte il merito NON è del commercialista. 

A volte le cose vanno bene per dinamiche di mercato, capacità imprenditoriali o spesso la cosa proprio non si spiega e sembra che sia il fattore C determinante. 

Ma appena la situazione s’inflette negativamente avviene il DISASTRO.

Non si è preparati e i primi segnali vengono poi presi sottogamba.

L’obiettivo della stragrande maggioranza dei commercialisti è ai primi segnali di crisi quello di sminuire ed allontanare qualsiasi elemento di disturbo che possa fornire informazioni che non sono – anche se utili – di suo dominio.

Che non sia mai detto che questi sconosciuti risolvano i problemi del mio cliente e lo portino a pensare che il mio Studio non sia più indispensabile come un tempo!!!

Ora dovresti capire che questo sporco piano messo in atto alle tue spalle è contrario alla tua crescita come imprenditore.

Devi aprire gli occhi sul serio ed è questo il momento.

Capiamoci: lo scopo del tuo commercialista, per quanto sia contro intuitivo, NON è AIUTARTI a crescere.

No, non sono impazzito. 

Se non hai capito te lo ripeto. 

L’obiettivo del tuo commercialista a 360 gradi non è aiutarti.

L’obiettivo è OGGI allontanare qualsiasi minaccia dal suo studio.

Punto.

Ora, se ci pensi un attimo il suo ambito dovrebbe essere quello fiscale (che facile in realtà non è per niente), e necessita di continui aggiornamenti con periodi dell’anno ricchi di massimo impegno e stress.

Gestire la materia fiscale non significa recitare la poesia di Natale, che ti hanno fatto imparare a memoria durante il tirocinio.

Significa fare quello che fa un mio ex compagno di Universita’ con il suo studio da anni.

Alzarsi la mattina per essere in ufficio alle 8.30 ed uscire la sera alle 19.30 per gestire la parte fiscale dei propri clienti pregando di anno in anno che la nuova Finanziaria non se ne inventi delle nuove (ma succede sempre cosi’ e la nuova tassa cambia nome e/o metodo di calcolo).

Il loro è diventato un lavoraccio.

Perché alla fine di questa tiritera ignobile, se il commercialista avrà fatto bene il suo lavoro, non ci saranno:

  • Accertamenti vari o studi di settore
  • Visite di Equitalia il giorno prima della chiusura di Natale
  • Reclami per il mancato deposito dei bilanci nei termini previsti

e allora poteremmo essere altamente soddisfatti del suo operato.

Ma il problema è che se vuoi fare bene qualcosa e dare un risultato devi essere uno specialista di quella materia. 

Io non mi sognerei mai di prendere in carico la presentazione di un Bilancio, o il calcolo delle prossime tasse che il Governo ci comunica di solito il giorno prima della scadenza, o leggermi tutte le mattine le novità del SOLE 24.

Non ce la posso fare – farei un danno enorme anche se sono cose che poi alla fine sento raccontare tutti i giorni.

Se prendessi questa strada finite le tre/quattro aziende che riuscirei a trovare raccontando che oltre alla parte finanziaria posso gestire quella fiscale – mi conviene prenotare un biglietto di solo andata per l’Australia prima che la macchina dello Stato si metta in moto e recuperi, su questi 3/4 poveretti che mi hanno dato fiducia, gli errori e gli sbagli che certamente commetterò.

VUOI DAVVERO DISTRUGGERE IL RAPPORTO CHE LA TUA PMI HA CON LE BANCHE?

Quando oggi un imprenditore, in abbinata con il suo commercialista di fiducia, ha come unica arma quella di stressare i suoi interlocutori finanziari con l’idea geniale che vogliamo pagare poco ed avere un servizio veloce, è molto probabile che questa gente abbia bruciato tutti i suoi contatti in pochissimo tempo.

Non sto scherzando.

Renditi conto che sul piatto della trattativa con la banca non hai messo nulla – come praticamente fa chiunque quando parla solo di tempo e prezzo – 

Stai correndo un rischio grossissimo.

Ma non scoraggiarti perchè puoi infatti fare molto per risultare credibile. 

Quindi, prima di affidarti al commercialista per temi finanziari dovresti fare il percorso inverso:

  • Valuta i consigli che lui ti ha sempre dato in passato.
  • Pensa a cosa normalmente ti chiedono le banche.
  • Immagina di poterli mettere insieme divisi per priorità.
  • Rifletti su quale possa essere la sua coerenza.

Ti ricordi quando ti parlava di utilizzare la formula del leasing, di inserire costi a bilancio per ridurre l’utile, del fondo patrimoniale e della bella idea di fare una società immobiliare nella quale mettere il capannone e garantirsi un affitto a vita pagato dalla tua stessa azienda? 

Ecco, queste sono regole che erano valide nel nostro boom economico, hanno natura e offrono sulla carta vantaggi fiscali.

Oggi se fai questo e presenti il tuo bel bilancio in banca, con il rating ai minimi storici, l’azienda sottocapitalizzata, l’assenza di cash flow e asset patrimoniali e la banca ti alza i tassi, non ti rinnova il fido, scommetto che esci dalla filiale imprecando contro il Direttore.

La sera vai a sfogarti sui social o ricevi il giorno dopo il nuovo fenomeno da circo che ti garantisce con l’anatocismo un recupero del danno che le banche ti hanno fatto.

Non è questa la strada corretta. 

Impara a far fare ad ognuno il suo lavoro.

I tuttologi sono il male della nostra società e solo i veri professionisti più intelligenti sanno mettersi da parte e delegare alcuni compiti ad altri specialisti che sapendo bene quello che fanno portano guadagno e risultati nella tua azienda.

Ripeto. 

Ricerca degli specialisti per la tua vera esigenza, vai tu da loro e non fidarti di quelli che vengono da te dicendoti che sono dei consulenti a 360 gradi o peggio ancora dei commercialisti che curano la parte finanziaria della tua azienda, seguono tutti i bandi agevolati che la Regione mette a disposizione, non dicono di no se capita un contenzioso tributario e sanno anche cambiarti le gomme dell’auto se necessario.

Sicuramente ci sono anche quelli bravi. 

Ci sono molti commercialisti che si stanno spostando sulla parte finanziaria ma sono quelli che hanno creato delle vere e proprie divisioni e non hanno paura di condividere in molti casi il proprio cliente con altri professionisti.

Perchè il cliente non fugge se si porta VALORE ma oggi lo fa se cerchi di rinchiuderlo in una campana di vetro.

Se ora il concetto ti è più chiaro, stai attento a queste persone. 

Studiale, vedi cosa hanno fatto in passato, da quanto lo fanno, fatti dare delle referenze e poi scegli.

Scegli qualcuno che sia pagato per il suo lavoro e non fare l’errore di chiedergli di fare altro per cui non pagato come spesso succede.

I loro consigli OGGI sono molto pericolosi.

Chi ha ragionato fino a ieri per competenza, lavorato per ridurre al minimo le tasse e fatto un egregio lavoro da questo punto di vista – fino a ieri – oggi potrebbe darti dei consigli sbagliati, rovinarti la vita e uccidere il sogno della tua Piccola Media Impresa. 

PS: Il Dott. Brambilla incontrato anni fa è uno di questi.

Non cadere nelle sue lusinghe e nelle braccia e se ci sei scappa in fretta.

 

 

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